| 28.04.2009
“ Ci risiamo, si ritorna a parlare di doping nel ciclismo, anche se
altri sport sono coinvolti, ma che fa stranamente notizia è per
l’ennesima volta lo sport delle due ruote.
È ora di finirla, visto che pian pianino questo
bellissimo sport sta pagando e soprattutto nelle categorie
inferiori, la fama negativa che sempre più viene “dall’alto”.Sta
veramente diventando un mondo “putrido”, quindi a mali estremi ci
vuole una cura radicale e decisa. L’essere l’attività sportiva più
controllata (per questo si becca il doping !) non basta più.
Infatti, essendo gli “unici”a fare dei controlli seri, sarà sempre
beccato qualcuno, finendo come sempre sui media di tutto il mondo !
Se i controlli severi non mancano e non
bastano, a livello di federazione ciclistica internazionale, sia
dia per una volta un messaggio forte e soprattutto coerente per
tutte le federazioni affiliate (non come ora che ognuno da delle
pene che vuole o meglio ipocritamente fa ciò che vuole !).
Tagliamo la testa al toro una volta per tutte,
dicendo, e soprattutto applicando una legge dura, inflessibile per
tutti , senza ma e perché:
-chi viene preso per doping (prova A e B) senza
tante discussioni perde per sempre la licenza di correre e vale per
tutte le categorie. Così si evitano i “ricicli di comodo” o
d’invogliare i giovani a provarci !
- medici o dottori che siano (mi domando dove è
andato a finire il loro giuramento …?) devono essere radiati
dall’albo medico. Dopando o facendo in modo che gli atleti si
dopano, non mi pare che veramente si curino della salute dei
pazienti
-preparatori tecnici, massaggiatori non devono
più fare parte del mondo sportivo (evitando così che si reciclino in
altri sport …)
-stessa cosa per direttori sportivi o pseudo
manager.
Solo così si potrà dare un’altra immagine dello
sport della bicicletta e non con i discorsi ipocriti e di facciata
degli ultimi anni.
Nel caso opposto, …. mi dispiace dirlo, si
chiude ! Vedi mancanza di spazio televisivo e sui media, mancanza
di sponsor (e non solo a livello professionistico !?!) e per finire
e lo si vede da anni anche in Ticino, mancanza di nuove leve ….
Quali genitori faranno fare uno sport di fatica che oltre ai rischi
del traffico si porta dietro il fardello del doping. Ciclismo =
sport per dopati !
Noi cicloamatori ci impegneremo nel nostro
piccolo ad escludere da questo sport queste persone che non hanno
nulla dello sportivo …. Speriamo che anche altri si diano una
“mossa” al più presto ….
Favio Genini
Presidente ATC
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